Super detrazione fiscale 110% per spese su immobili Interventi “trainanti” e “trainati”

Particolare interesse ha destato – presso buona parte dei cittadini italiani e la stampa anche non specializzata – l’introduzione, con il D.L. 34/2020 “Rilancio” (convertito in legge n. 77 del 17 luglio 2020), di una detrazione d’imposta pari al 110% delle spese sostenute per interventi di recupero, miglioramento ed “efficientamento” del patrimonio edilizio, nonché degli impianti di utilizzo e delle connesse strutture di “servizio”.

Se apparentemente semplice e di immediata “lettura” sono la citata quantificazione percentuale del beneficio (110% di un valore di spesa ammessa e da individuare attraverso vari parametri) e le finalità dell’intervento agevolato (risparmio energetico eco-sostenibile e difesa del patrimonio edilizio da eventi tellurici), ben più laboriosa  appare oggi la pratica applicazione di un insieme di norme – fiscali, urbanistiche, tecniche e amministrative – che tra loro si intersecano in modo interdipendente, per le  molteplici “soglie” poste, la non sempre agevole individuazione degli aventi diritto al beneficio, la ricerca della più idonea e specifica tipologia di intervento e – non ultima – la precisa osservanza delle modalità “tecniche” e “burocratiche” da seguire, con il rischio di vedersi disconoscere il “bonus fiscale” e di incorrere in sanzioni sia amministrative che penali: queste ultime nel caso di attestazioni che dovessero essere ritenute “non veritiere”, con il conseguente coinvolgimento di tutti gli “attori” dell’operazione ( beneficiario, professionisti “attestatori”, appaltatori  dei lavori, ed eventuali cessionari del credito d’imposta in quanto – con le varie modalità previste – esso è trasmissibile a terzi acquirenti).

Gli interventi “direttamente” interessati sono:

– Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti

– Isolamento termico con “materiali isolanti” di strutture opache verticali, orizzontali e inclinate

– Interventi su edifici unifamiliari o unità immobiliari ricomprese in edifici plurifamiliari ma funzionalmente indipendenti con accesso autonomo (p.es. c.d. “villette a schiera”).

A questi si aggiungono gli interventi “antisismici” con esclusione di quelli eseguiti in zona sismica 4 (di basso rischio sismico).

Con un “neologismo” in campo tributario, le citate categorie di interventi sono stati definiti “trainanti”, in quanto – se congiuntamente ad essi – vengono effettuati anche altri interventi qualificanti (già previsti da precedente normativa), anche questi ultimi possono godere del

 “Bonus 110%”, e pertanto detti “trainati” quali, in via esemplificativa: impianti fotovoltaici, correlati sistemi di accumulo, punti di ricarica per veicoli elettrici, buona parte degli interventi previsti per l’” Eco bonus” (infissi, schermature solari, etc.), adeguamento antisismico con relativi sistemi di monitoraggio strutturale continuo; per i comuni montani l’allaccio a impianti di teleriscaldamento.

Nell’ambito dei condomini, per effetto del “trascinamento”, sono ammessi anche tutti gli interventi di riqualificazione energetica effettuati dai condòmini sulle proprie singole unità immobiliari.

In specifici casi, sono anche consentiti interventi di demolizione e ricostruzione.

Recita il comma 2 dell’art. 119 del D.L. in argomento:

“… l’aliquota prevista al comma 1 (110%)… si applica anche a tutti gli altri interventi di efficienza energetica di cui all’art. 14 del decreto- legge 4 giugno 2013 n. 63…nei limiti di spesa previsti, per ciascun intervento di efficienza energetica, dalla legislazione vigente, a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi si cui al citato comma 1…”

Da ultimo, il 24 luglio u.s., l’Agenzia delle Entrate (A.d.E.) ha pubblicato una propria guida relativa alla normativa di cui è argomento.

Si auspicano comunque ulteriori conferme ufficiali e la formulazione di Regolamenti di attuazione, atti questi anch’essi necessari per il confronto con i provvedimenti e le istruzioni di competenza dell’Agenzia delle Entrate, del MISE e altri enti interessati.

 Decisiva – per una positiva concreta attuazione dei vari interventi- sarà la collaborazione tra esperti fiscali e tecnici del settore edile, urbanistico ed energetico.

Focalizzazione: l’occasione, molto interessante, non è “golosa” sino in fondo… per ogni tipologia di intervento sono previsti massimi importi di spesa ammissibili: l’eventuale maggior valore di quanto realizzato non potrà godere delle agevolazioni citate.

Conclusivamente, un’opportunità comunque da non perdere ma da approcciare “…cum grano salis…”

Lo Studio – con un’adeguata organizzazione per la particolare normativa – rimane a disposizione per l’esame di ogni specifico caso concreto.

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BANDO Sostegno alla competitività delle strutture ricettive alberghiere e delle strutture ricettive non alberghiere all’aria aperta

Soggetti beneficiari

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese, ivi incluse le ditte individuali, che presso la sede oggetto di intervento esercitano o intendono esercitare l’attività:

• ricettiva alberghiera ai sensi del capo II della legge regionale n. 27/2015 (alberghi o ho-tel; residenze turistico-alberghiere; alberghi diffusi; condhotel);

Si distinguono in:

alberghi o hotel: offrono alloggio prevalentemente in camere;

residenze turistico alberghiere: offrono alloggio prevalentemente in unità abitative ed eventuale capacità residuale in camere;

alberghi diffusi: i servizi di ricevimento e accoglienza sono centralizzati, mentre gli altri servizi, le sale comuni, il ristorante e le camere o alloggi sono dislocati in uno o più edifici separati;

condhotel: alberghi composti da uno o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in unità abitative a destinazione residenziale.

• ricettiva non alberghiera all’aria aperta ai sensi del capo V della legge regionale n. 27/2015 (villaggi turistici, campeggi e aree di sosta).

I suddetti soggetti, ivi comprese le ditte individuali, devono possedere, al momento della presentazione della domanda di partecipazione al bando, i seguenti requisiti:

a) essere PMI secondo i criteri riportati nell’allegato I del Regolamento (UE) n. 651/2014;

b) essere regolarmente iscritte al registro delle imprese.

Ogni soggetto richiedente può presentare una sola domanda per una sola sede e per una sola struttura ricettiva oggetto di intervento.

Caratteristiche dell’agevolazione

L’agevolazione massima per beneficiario, concessa è pari a 200.000,00 euro.

L’intensità d’aiuto massima richiedibile è pari al 50% della spesa complessiva ammissibile e l’investimento minimo totale ammissibile non deve essere inferiore a 80.000,00 euro.

Progetti finanziabili

Sono ammissibili al bando progetti di realizzazione e riqualificazione di strutture ricettive alberghiere (alberghi o hotel; residenze turistico-alberghiere; alberghi diffusi; condhotel) e non alberghiere (villaggi turistici, campeggi e aree di sosta) che si riferiscono ad una o più delle seguenti tipologie di intervento:

• realizzazione, ristrutturazione e riqualificazione degli immobili/aree destinati all’attività ricettiva e/o delle strutture ed infrastrutture complementari direttamente connesse;

• acquisto e installazione di arredi, macchinari e/o attrezzature anche di carattere tecno- logico.

I progetti per essere dichiarati ammissibili devono avere le seguenti caratteristiche:

a) laddove siano previste spese per opere edili-murarie e impiantistiche che il fabbricato o il terreno interessati da tali opere abbiano destinazione urbanistica compatibile con la destinazione d’uso delle attività (indicare foglio, particella catastale e Comune del fabbricato o del terreno interessati);

b) essere realizzati presso una sede operativa in Lombardia attiva alla presentazione della domanda o da attivare entro e non oltre la richiesta di erogazione dell’agevolazione;

c) Laddove siano previste spese per opere edili murarie e impiantistiche il progetto dovrà essere obbligatoriamente corredato da relazione tecnica e da elaborati grafici dello stato di fatto, intermedio e di progetto realizzati in adeguata scala.

Durata dei progetti

I progetti ammessi devono essere conclusi entro 18 mesi dalla data di pubblicazione sul BURL del decreto dirigenziale di concessione dell’agevolazione al beneficiario.

È possibile richiedere una sola proroga del termine per la realizzazione del progetto pari ad un massimo di 6 mesi.

Spese ammissibili e soglie minime e massime di ammissibilità

Per i progetti presentati da imprese che:

1. sono proprietarie degli immobili oggetto di intervento presso cui esercitano o intendono esercitare l’attività

oppure

2. gestiscono o intendono gestire, in virtù di un contratto di affitto o di un’altra tipologia di contratto riconosciuta nell’ordinamento giuridico, attività in immobili di proprietà di persone fisiche che non svolgono attività economica

Le spese ammissibili devono essere riconducibili alle seguenti tipologie:

a) arredi, macchinari e attrezzature

b) opere edili-murarie e impiantistiche

c) progettazione e direzione lavori per un massimo dell’8% delle spese ammissibili di cui alla lettera b)

d) spese generali forfettarie per un valore del 7% delle spese ammissibili di cui alle lettere a), b) e c)

Per i progetti presentati da imprese che:

3. gestiscono o intendono gestire, in virtù di un contratto di affitto o di un’altra tipologia di contratto riconosciuta nell’ordinamento giuridico, attività ricettiva in immobili di proprietà di persone fisiche che svolgono attività economica o di persone giuridiche

le spese ammissibili devono essere riconducibili esclusivamente alle seguenti tipologie:

a) arredi, macchinari e attrezzature

b) opere edili-murarie e impiantistiche unicamente per i costi delle opere strettamente funzionali e necessarie all’installazione di arredi, macchinari, attrezzature nella misura massima del 20% dei costi ammissibili per l’acquisto dei beni installati di cui alla lettera a)

c) spese generali forfettarie per un valore del 7% delle spese ammissibili di cui alle lettere a) e b) determinate in maniera automatica dal sistema informativo.

Relativamente alla voce di spesa a) arredi, macchinari e attrezzature è ammesso l’acquisto di beni usati e la locazione finanziaria.

Non sono ammesse a contributo le spese relative a:

a) adeguamenti ad obblighi di legge;

b) manutenzione ordinaria e revamping di impianti, macchinari e attrezzature;

c) servizi continuativi o periodici comunque connessi alle normali spese di funzionamento;

d) qualsiasi forma di autofatturazione;

e) suppellettili, complementi di arredo, alberi, fiori e piante.

È richiesto che, nell’affidamento di incarichi e nell’acquisto di materiali al di sopra dell’importo di 20.000,00 euro, i soggetti beneficiari valutino almeno 3 preventivi forniti da soggetti con specifiche competenze relative ai beni e servizi richiesti. Tali preventivi devono essere conservati presso la sede del soggetto beneficiario e resi disponibili e consultabili, su richiesta di Regione Lombardia e degli organi competenti per i controlli.

CARATTERISTICHE DELLE SPESE

  • • le spese sono ammissibili solo se riferite a progetti avviati successivamente alla data di presentazione della domanda; l’avvio del progetto è comprovabile dal primo giustificativo emesso e/o, laddove sono previste opere edili, dall’avvio dei lavori;
  • • tutti i giustificativi di spesa devono essere emessi successivamente alla data di presentazione della domanda ed entro il termine di 18 mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria sul BURL, salvo proroga;
  • • tutti i giustificativi di spesa devono contenere i costi unitari dei beni e/o dei servizi acquisiti;

Tutte le spese ammissibili devono:

– essere debitamente sostenute e quietanziate esclusivamente dal beneficiario;

– per i servizi di progettazione e direzione lavori, derivare da atti giuridicamente vincolanti (contratti, convenzioni, lettere d’incarico, ecc.) da cui risultino chiaramente l’oggetto della prestazione o fornitura, l’importo, la pertinenza e connessione al progetto, i termini di consegna, le modalità di pagamento;

Le spese non attestabili tramite fatture/documenti giustificativi devono essere riscontrabili nella contabilità ed essere chiaramente riferibili al progetto in base ad apposita documentazione che ne attesti l’imputazione percentuale alle attività finanziate.

Non sono ammesse fatture di importo imponibile complessivo inferiore a 500,00 euro.

Le spese devono aver dato luogo a un’effettiva uscita di cassa da parte del soggetto beneficiario, comprovata da titoli attestanti l’avvenuto pagamento.

✓ le spese devono essere pagate tramite titoli idonei a garantire la tracciabilità dei pagamenti (a titolo esemplificativo tramite bonifico bancario o postale, Sepa/Ri.Ba/SDD, oppure tramite assegno non trasferibile, bancomat, carta credito aziendale,

✓ il conto corrente, gli assegni non trasferibili, le carte (carta di credito, bancomat) devono essere intestati al beneficiario (nel caso di pagamenti tramite carta, saranno ammesse esclusivamente le spese sostenute con carte aziendali intestate al soggetto beneficiario);

I soggetti beneficiari sono tenuti alla predisposizione di un sistema di contabilità separata o di una codificazione contabile adeguata a tutte le transazioni relative al progetto.

Presentazione delle domande

Le domande possono essere presentate dalle ore 12.00 del 21 luglio 2020 fino alle ore 12.00 del 15 ottobre 2020

Modalità e tempi di erogazione dell’agevolazione

L’agevolazione viene erogata al soggetto beneficiario al massimo in due tranche:

a) anticipo facoltativo pari al 50% dell’agevolazione ammessa a fronte di presentazione di regolare fideiussione bancaria o assicurativa

b) saldo dell’agevolazione ammessa a seguito della conclusione del progetto e della presentazione della relazione finale sull’esito del progetto corredata dalla rendicontazione finale delle spese effettivamente sostenute e quietanzate.

È possibile l’erogazione in un’unica soluzione a seguito della conclusione del progetto.

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Finanziamenti “Decreto Liquidità” (art.13 D.L. 23/2020) per PMI: concretizzata la possibilità di richiesta di incremento del limite erogabile, del prolungamento dei tempi di rimborso e garanzia automatica.

Il “Decreto Liquidità” (D.L. 8 aprile 2020 n .23) prevedeva, originariamente, a favore del PMI, la possibilità di accedere a finanziamenti non superiori al 25% del “fatturato” 2019 – fino ad un importo massimo di €. 25.000,00

Perplessità erano peraltro sorte in ordine alla effettiva possibilità di godere   del c.d. “credito bancario” e della totale garanzia da parte dell’apposito Fondo pubblico.

Con le modifiche apportate in sede di conversione in legge del predetto D.L., il limite finanziabile è stato portato (anche con effetto retroattivo) a € 30.000, purché – alternativamente- non superiore a:

“… il doppio della spesa salariale annua del beneficiario (compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell’impresa ma che figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti) per il 2019 o per l’ultimo anno disponibile.

 Nel caso di imprese costituite a partire dal 1° gennaio 2019, l’importo massimo del prestito non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;

    … il 25 per cento del fatturato totale del beneficiario nel 2019;

   … il fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi, nel caso di piccole e medie imprese, e nei successivi 12 mesi, nel caso di imprese con numero di dipendenti non superiore a 499… “

  …per le imprese caratterizzate da   cicli   produttivi ultrannuali di cui alla parte IX, lettera A, sezioni A.1.d) e A.1.e), dell’allegato al decreto del Ministro dello sviluppo economico 12 febbraio 2019, di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 27 febbraio 2019, i ricavi delle vendite e delle prestazioni, sommati alle variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti per l’anno 2019…”

Mancava l’ultimo “tassello”: la concretizzazione attuativa delle citate provvidenze.

Con recentissima comunicazione del Mediocredito Centrale, viene dato il via alla possibilità di

“…inviare al Gestore le richieste di adeguamento in aumento di durata e/o di importo delle operazioni già ammesse al Fondo di Garanzia…”

Inoltre, il periodo di rimborso, dagli originari 6 anni, oggi può essere prolungato a 10 anni.

Infine, viene confermato che la garanzia del Fondo viene concessa automaticamente, a titolo gratuito, senza valutazione e l’istituto finanziatore può avviare la procedura di “incremento” degli importi e dei tempi di rimborso senza alcun preventivo assenso del Gestore : l’unico adempimento è il riscontro formale del possesso – da parte delle imprese interessate -dei requisiti voluti dalla legge.

La richiesta di adeguamento verrà attuata tramite il Portale del Fondo di Garanzia (FdG/Flussi Elettronici/Flussi Variazioni ML).

Il sito internet interessato è www.fondidigaranzia.it nel quale è pubblicata la specifica guida “Tracciato per l’invio massivo della richiesta di variazione in aumento”.

I maggiori importi (e il più ampio termine di rimborso) possono essere richiesti mediante tre procedure informatiche relative alle seguenti ipotesi:

– adeguamento di quanto già erogato

– assegnazione di un importo aggiuntivo

– esame da parte dell’istituto finanziatore non ancora completato

Le modalità di riconoscimento degli ulteriori benefici possono essere:

– nuovo finanziamento non superiore a 30.000 € (e utilizzato anche per l’estinzione del precedente)

– modifica del contratto originario con incremento della maggiore cifra oggi spettante e dei tempi di rimborso

– ulteriore contratto di finanziamento (indipendente dal precedente) per la sola maggiore somma spettante, con correlata nuova domanda di ammissione ai benefici

Sarà l’istituto bancario interessato a comunicare al Gestore:

– l’adeguamento del contratto alle nuove condizioni ove la pratica originaria non sia ancora definita

– nel caso di pratica già definita, la comunicazione riguarderà soltanto il maggior importo riconosciuto.

Nel raccomandare l’attenta valutazione delle varie provvidenze offerte dalle plurime normative emanate (finanziamenti, crediti d’imposta, contributi, etc.), lo Studio resta a disposizione per ogni

singolo particolare approfondimento.

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Cessione del credito d’imposta su canoni di locazione e comunicazione all’Agenzia delle Entrate – Adempimenti delle parti

Vari interventi normativi (DL 18/2020 Decreto Cura Italia – e DL 34/2020 Decreto Rilancio)

prevedono importanti benefici fiscali, sotto forma di credito d’imposta, a favore di determinate categorie di soggetti economici che hanno in corso contratti di locazione per la conduzione o comunque per l’utilizzo di beni immobili non abitativi.

I soggetti interessati sono così sinteticamente individuabili:

imprese o professionisti  con ricavi/compensi non superiori a cinque milioni di euro ( limite non applicabile per strutture turistiche) e perdita minima del 50% di fatturato nel periodo marzo-maggio 2020 rispetto al pari periodo 2019.

Nell’arco temporale tra il 13 luglio p.v. e il 31 dicembre 2021, nel caso in cui il soggetto beneficiario non ritenga di utilizzare direttamente il credito in questione e provveda alla sua cessione, questa va comunicata all’Agenzia delle Entrate, mediante l’utilizzo dell’apposito modello telematico: attualmente, è soltanto il cedente che può provvedere direttamente a tale adempimento;

 si attendono le opportune disposizioni per l’effettuazione della comunicazione anche da parte

 di un intermediario abilitato.

Come anticipato, i crediti ceduti e attualmente interessati agli adempimenti in questione sono quelli riferibili ai canoni dipendenti da contratti di locazione di botteghe, negozi, immobili a uso non abitativo, affitto d’azienda (con immobili aziendali), leasing (secondo parere dell’Agenzia delle Entrate soltanto quello operativo), concessione, servizi complessi (utilizzo spazi attrezzati, condivisione di spazi e servizi, etc.)

La cessione del credito può essere effettuata nei confronti del locatore o altri soggetti (Istituti bancari, altri intermediari finanziari, imprese, etc.); i cessionari potranno usufruire del credito sia utilizzandolo in compensazione o cedendolo a loro volta.

Formalità da osservare è la stesura di un accordo in forma scritta: o per contratto o per scambio di corrispondenza (con data certa).

 Autorevole interpretazione sistematica delle norme vigenti in tema di registrazione di atti, conduce a ritenere – salvo diverso parere (non ancora espresso) dell’Agenzia delle Entrate – che sia da escludere l’obbligo di registrazione del previsto atto scritto.

Tale considerazione valga anche ai fini dell’applicazione dell’imposta di bollo.

Dopo la stesura dell’accordo, il beneficiario cedente dovrà comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate l’avvenuta cessione del credito e il cessionario comunicherà alla stessa Agenzia – sempre telematicamente, nella propria area di riferimento del sito dell’Agenzia – l’accettazione della cessione stessa.

Presupposto essenziale per beneficiare del credito è aver effettivamente corrisposto il dovuto all’affittuario. Nel caso in cui la cessione avvenga nei confronti del locatore, il pagamento   si dà per avvenuto con la redazione dell’accordo di trasferimento del credito e il contestuale versamento della differenza del canone.

Reciproche responsabilità delle parti: il cedente è responsabile della corretta quantificazione del credito e della concreta esistenza soggettiva dei presupposti che determinano il beneficio;

Il cessionario risponde della regolarità di utilizzo del credito e del rispetto del limite quantitativo, non superiore all’originario valore pervenutogli.

La parte di credito ceduta e che non venga impiegata entro il 31 dicembre dello stesso anno di cessione non potrà più essere utilizzata nei successivi anni.

Attesa la specificità della particolare materia e i vari corollari legati alla pratica attuazione della normativa di riferimento, restiamo a disposizione per ogni eventuale approfondimento che dovesse occorrere.

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1 luglio 2020: ulteriore (programmato) “giro di vite” per i pagamenti in contanti

E’ infatti dal prossimo 1 luglio che la cifra massima per i pagamenti in denaro contante (o con “titoli al portatore”) viene fissata in €. 1.999,00, per effetto delle previsioni e delle scansioni temporali contenute nell’art. 49 – 3°comma bis del Dlgs.231 del 2007, nonché delle modifiche ad esso recate dal D.L. 124 del 2019 (Dl fiscale di “accompagnamento” alla legge di Bilancio);

 per i pagamenti, effettuati per qualsivoglia causa, verso soggetti terzi e che superino il citato importo di € 1.999,00 (dunque da €. 2.000,00 in su) sarà obbligatoria l’adozione di strumenti c.d. “tracciabili”: bonifici bancari, assegni (bancari o circolari) “intestati” al beneficiario e con clausola di “non trasferibilità”, carte di credito, di addebito, prepagate e formule ad esse simili nonché altri strumenti che assicurino la loro “tracciabilità”.

Un successivo “abbassamento” del valore minimo citato (ad € 999,00) è già fissato per la data

dell’1.1.2022.

Sono previste alcune deroghe al generale divieto di utilizzo del contante: gli esercenti attività di commercio al minuto e agenzie di viaggio e turismo possono vendere beni e servizi a cittadini stranieri non residenti in Italia, entro il limite di 10.000 euro in contanti, con l’utilizzo di apposite procedure.

Per il servizio di “money transfer” (rimessa di denaro) la soglia è invece fissata a 1.000 euro (limite € 999,00).

Limiti più ristretti sono previsti per particolari operazioni attuate nell’esercizio di attività di c.d. “compro oro”.

E’ vietato il “frazionamento” del pagamento in più rate inferiori ai predetti limiti e da corrispondere in contanti, o “simulare” l’esistenza di più operazioni che siano comunque riconducibili ad un unitario rapporto economico.

Diverse le considerazioni che si possono trarre quando i pagamenti rateali siano previsti, anticipatamente e per contratto, in special modo per prestazioni da erogare lungo un predeterminato arco temporale.

Per tutte le parti contraenti, pesanti le sanzioni che dovessero essere contestate per le violazioni alle norme in argomento: sino all’imminente 30 giugno, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 50.000 euro; in correlazione alle ulteriori previste progressive limitazioni di utilizzo del contante, la sanzione minima viene ricondotta a

€ 2.000 per il periodo 1.7.2020 – 31.12.2021 e successivamente a € 1.000.

Per importi elevati, superiori a € 250.000, la sanzione è pari al quintuplo dei valori edittali minimi e massimi.

Quale possibile “mitigazione”, è prevista l’oblazione (pagamento volontario) di cui all’art. 16 della legge 689/1981 ove vi siano i presupposti di “meritevolezza” (assenza di precedenti atti oblativi posti in essere a fronte di analoga violazione contestata negli antecedenti 365 giorni rispetto alla data di notifica di quella oggetto di oblazione);

il citato art. 16 così indica i criteri di quantificazione:

“…E’ ammesso il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo, oltre alle spese del procedimento, entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione….”

Ulteriore possibilità di “mitigazione”, è data dalla facoltà di domanda al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) di riduzione al terzo della sanzione irrogata (novellato art. 68 lgs.231/2007):

“…Prima della scadenza del termine previsto per l’impugnazione del decreto che irroga la sanzione, il destinatario del decreto sanzionatorio può chiedere al Ministero dell’economia e delle finanze procedente il pagamento della sanzione in misura ridotta…. La riduzione ammessa è pari a un terzo dell’entità della sanzione irrogata…L’applicazione della sanzione in misura ridotta non è ammessa qualora il destinatario del decreto sanzionatorio si sia già avvalso, nei cinque anni precedenti, della stessa facoltà.

I professionisti – ai sensi dell’art. 51 -1°comma – ove, nell’ esercizio della propria attività professionale, vengano a conoscenza di violazioni ai limiti di utilizzo del contante, hanno l’obbligo di comunicazione di tali circostanze alla Ragioneria Territoriale dello Stato per l’avvio della relativa procedura sanzionatoria a carico dei soggetti interessati.

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Note a margine.

Da documento del servizio studi della Camera dei Deputati del 4 aprile 2020, rileviamo che

” … l’analisi sull’utilizzo del contante nel nostro Paese rileva che l’86 per cento delle transazioni viene effettuato in contanti (68 per cento del valore complessivo. Fonte: Banca d’Italia)”: la normativa che limita l’uso del contante, emanata sulla scia di quella di contrasto al riciclaggio e al

finanziamento del terrorismo (a seguito della V direttiva antiriciclaggio 2018/843/UE, modificativa della precedente direttiva 2015/849/UE, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo) ha pertanto una dichiarata valenza eminentemente fiscale, di prevenzione dell’evasione tributaria.

Correlata a tali finalità, l’esigenza di disporre sempre più di strumenti allo stesso tempo tracciabili, sicuri e “veloci” quali le “carte” ( di credito e similari ) sia materiali che virtuali : tale indotta necessità comporta, per il “cittadino consumatore”, una radicale modifica delle abitudini di controllo della propria “spesa”, sia ai fini del rispetto delle personali disponibilità economiche e finanziarie e sia, non ultimo, per fronteggiare i numerosi tentativi di furto e frodi informatiche.

Non possiamo che auspicare, infine, un costante ed efficace adeguamento – da parte del Legislatore nazionale- della normativa al riguardo.

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Questo quanto in linea generale: per ogni eventuale caso specifico restiamo a disposizione per i necessari specifici approfondimenti.

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Agevolazioni per il contrasto COVID-19

Il D.L. 34/2020 “Decreto Bilancio” pubblicato in Gazzetta ufficiale il 19/05/2020 prevede delle agevolazioni a favore di imprese, professionisti ed enti no profit colpiti dall’emergenza sanitaria COVID-19 che si sono ritrovati a sostenere spese straordinarie per la messa in sicurezza degli ambienti di lavoro e dei lavoratori stessi.

CREDITO D’IMPOSTA PER LA SANIFICAZIONE E L’ACQUISTO DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

L’art. 125 D.L. 34/2020 prevede la possibilità di usufruire di un credito d’imposta pari al 60%, fino ad un massimo di € 60.000 per ciascun beneficiario, delle spese sostenute nel 2020 per:

  • sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti utilizzati per lo svolgimento dell’attività;
  • acquisto di dispositivi di protezione individuale (mascherine, visiere, guanti, occhiali protettivi, tute di protezione e calzari ecc.) conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normative europea;
  • acquisto di altri dispositivi di sicurezza atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti (termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzati, barriere e pannelli protettivi ecc.) conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normative europea;
  • acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti.

Il credito non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP e può essere utilizzato in compensazione tramite F24 oppure ceduto ad altri soggetti.

Per ulteriori informazioni sulla modalità di fruizione del credito, nonché sull’utilizzo, è necessario attendere la pubblicazione del relativo provvedimento attuativo. I fondi destinati a quest’agevolazione ammontano complessivamente ad € 200 milioni.

CREDITO D’IMPOSTA PER L’ADEGUAMENTO DEGLI AMBIENTI DI LAVORO

Al fine di sostenere la riapertura in sicurezza delle attività aperte al pubblico viene previsto, ai sensi dell’art. 120, un ulteriore credito d’imposta pari al 60%, per un massimo di € 80.000, delle spese sostenute nel 2020 per la realizzazione di interventi necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19. Tra gli interventi agevolati sono compresi anche quelli edilizi necessari per:

  • rifacimento di locali adibiti a spogliatoi e mense
  • realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni,
  • acquisto di arredi di sicurezza.

I beneficiari della predetta agevolazione sono i soggetti rientranti in questi codici ATECO:

CODICE ATECOATTIVITA’
551000Alberghi
552010Villaggi turistici
552020Ostelli Della Gioventù
552030Rifugi di montagna
552040Colonie marine e montane
552051Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence
552052Attività di alloggio connesse alle aziende agricole
553000Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte
559010Gestione di vagoni letto
559020Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero
561011Ristorazione con somministrazione
561012Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
561020Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto
561030Gelaterie e pasticcerie
561041Gelaterie e pasticcerie ambulanti
561042Ristorazione ambulante
561050Ristorazione su treni e navi
562100Catering per eventi e banqueting
562910Mense
562920Catering continuativo su base contrattuale
563000Bar e altri esercizi simili senza cucina
591400Attività di proiezione cinematografica
791100Attività delle agenzie di viaggio
791200Attività dei tour operator
799011Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi d’intrattenimento
799019Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte da agenzie di viaggio nca
799020Attività delle guide e degli accompagnatori turistici
823000Organizzzazione di convegni e fiere
900101Attività nel campo della recitazion
900109Altre rappresentazioni artistiche
900201Noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli
900202Attività nel campo della regia
900209Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
900400Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche
910100Attività di biblioteche e archivii
910200Attività di musei
910300Gestione di luoghi e monumenti storici e simili
910400Attività degli orti botanici, dei giardini zoologici e delle riserve naturali
932100Parchi di divertimento e parchi tematici
932920Gestione di stabilimenti balneari, marittimi, lacuali e fluviali
960420Stabilimenti termali

Il presente credito è cumulabile con quello della sanificazione, può essere utilizzato in compensazione tramite F24 nell’anno 2021 oppure ceduto ad altri soggetti. A differenza del credito precedente, nel decreto non è stata fatta menzione in merito alla rilevanza fiscale del contributo, quindi, in attesa di ulteriori chiarimenti, sembrerebbe essere imponibile ai fine IRPEF/IRES e IRAP.

Per ulteriori informazioni sulla modalità di fruizione del credito, nonché sull’utilizzo, è necessario attendere la pubblicazione del relativo provvedimento attuativo. I fondi complessivamente a disposizione per tale agevolazione ammontano ad € 2 miliardi.

CESSIONE DEI CREDITI D’IMPOSTA

Fino al 31/12/2021 i beneficiari dei crediti d’imposta per la sanificazione e per l’adeguamento dei luoghi di lavoro, precedentemente descritti, possono optare in luogo all’utilizzo diretto del credito, alla cessione, anche parziale, dello stesso  ad altri soggetti, tra i quali istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Ai sensi dell’art. 122 D.L. 34/2020 il cessionario può utilizzare il credito in compesazione con le stesse modalità previste in capo al cessionario, ma l’eventuale quota di credito non utilizzata non può essere richiesta a rimborso.

Ad oggi manca il provvedimento attuativo con tutte le informazioni connesse e conseguenti all’esercizio dell’opzione.

CONTRIBUTI ALLE IMPRESE CHE ADOTTANO MISURE PER RIDURRE IL RISCHIO DI CONTAGIO

Analogamente a quanto previsto dal D.L. “Cura Italia”, l’INAIL, ai sensi dell’art. 95 D.L. 34/2020, provvederà ad erogare ad Invitalia le risorse necessarie per l’erogazione di contributi a favore delle imprese iscritte in Camera di Commercio, relativamente alle spese sostenute dal 17/03/2020 per:

  • apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori (compresi i costi di installazione);
  • dispositivi elettronici e sensoristica per il distanziamento dei lavoratori;
  • apparecchiature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori rispetto agli utenti esterni;
  • dispositivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro;
  • sistemi e strumentazioni per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro utili a rilevare gli indicatori di un possibili stato di contagio;
  • dispositivi di protezione individuali

Le risorse saranno stanziate in seguito alla partecipazione ad un bando gestito da Invitalia e non ancora pubblicato. L’importo massimo concedibile ammonterà a:

NUMERO DIPENDENTIIMPORTO MASSIMO
Fino a 9€ 15.000
Da 10 a 50                         € 50.000
Più di 50€ 100.000

Il predetto contributo non è  cumulabile con i crediti d’imposta descritti precedentemente.

RIDUZIONE ALIQUOTE IVA PER LE CESSIONI DI BENI NECESSARI PER IL CONTENIMENTO COVID-19

Al fine del contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, viene prevista, ai sensi dell’art. 124 D.L. 34/2020, l’esenzione IVA sulle cessioni effettuate fino al 31/12/2020 di alcuni beni finailzzati al contrasto del virus, tra i quali:

  • mascherine chirurgiche e mascherine Ffp2-Ffp3;
  • abbigliamento protettivo per finalità sanitarie (guanti in lattice, in vinile e in nitrile, camici impermeabili, camici chirurgici);
  • termometri;
  • detergenti disinfettanti per mani e relativi dispenser a muro;
  • soluzione idroalcolica in litri;
  • perossido al 3% in litri (acqua ossigenata);
  • strumentazione per diagnostica COVID-19 e tamponi per analisi cliniche.

Dal 1/01/2020 l’aliquota sui predetti beni passerà al 5%.

BANDO SAVE WORKING CAMERA DI COMMERCIO DI SONDRIO

La Camera di Commercio di Sondrio, in collaborazione con il sistema camerale e Regione Lombardia, sostiene le micro e piccole imprese lombarde che sono state oggetto di chiusura obbligatoria in conseguenza all’emergenza epidemiologica Covid-19, attivando una misura per favorire della ripresa in sicurezza dell’attività d’impresa sia per i lavoratori, sia per i clienti, sia per i fornitori. Per qualsiasi informazione è necessario accedere al link:

https://www.so.camcom.it/bando2020-1

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Locazioni immobiliari

CREDITO D’IMPOSTA PER I CANONI DI LOCAZIONE E DI AFFITO D’AZIENDA
L’art. 28 D.L. 34/2020 prevede un nuovo credito d’imposta sui canoni di locazione, leasing o affitto d’azienda di immobili ad uso non abitativo corrisposti relativamente ai mesi di marzo, aprile e maggio (o aprile, maggio, giugno per le strutture turistiche con attività solo stagionale) da imprese, professionisti ed enti no profit. Le condizioni per usufruirne sono le seguenti:

  • ricavi/compensi 2019 inferiori ad € 5 milioni (requisito non richiesto per strutture alberghiere e agrituristiche);
  • calo del fatturato/corrispettivi pari almeno al 50% nel mese di riferimento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente;
  • il canone di locazione/leasing/affitto d’azienda deve comprendere almeno un immobile ad uso non abitativo destinato allo svoglimento dell’attività;
  • il canone di locazione/leasing/affitto d’azienda deve essere stato corrisposto, anche se in ritardo, entro il 31/12/2020.
    Il credito d’imposta è pari al:
  • 60% dell’ammontare mensile dei canoni di locazione o leasing;
  • 30% dell’ammontare mensile dei canoni relativi a contratti di affitto d’azienda.
    Il suddetto credito non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP e può essere utilizzato in dichirazione dei redditi, in compensazione nel mod. F24 o ceduto ad altri soggetti; inoltre non è cumulabile con il credito d’imposta di cui all’art. 65 del D.L. 34/2020 “Cura Italia” previsto per il mese di marzo sulle locazioni di immobili appartenenti alla categoria C/1.
    Per l’utilizzo del credito d’imposta è necessario attendere ulteriori informazioni dall’Agenzia Entrate in merito al codice tributo.

CESSIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA
Fino al 31/12/2021 i beneficiari del credito d’imposta precedentemente descritto, possono optare in luogo all’utilizzo diretto del credito, alla cessione, anche parziale, dello stesso ad altri soggetti, tra i quali istituti di credito e altri intermediari finanziari.
Ai sensi dell’art. 122 D.L. 34/2020 il cessionario può utilizzare il credito in compesazione con le stesse modalità previste in capo al cessionario, ma l’eventuale quota di credito non utilizzata non può essere richiesta a rimborso.
Ad oggi manca il provvedimento attuativo con tutte le informazioni connesse e conseguenti all’esercizio dell’opzione.

REVISIONE DEI CANONI DI LOCAZIONI
A causa dell’emergenza sanitaria in corso, molti operatori economici si trovano in difficoltà a corrispondere alle scadenze prefissate il canone di locazione degli immobili in cui viene esercitata l’attività. In accordo con il proprietario (locatore) è possibile valutare le seguenti opzioni:

  • temporanea sospensione dei pagamenti, da rinviare ad una data stabilita, senza alcuna maggiorazione a titolo di penalità o interessi;
  • revisione (temporanea o definitiva) del contratto di locazione, con introduzione di nuovi accordi relativi alla misura del canone, ai tempi del suo pagamento, o altri patti e oneri originariamente a carico di una delle parti;
  • risoluzione consensuale del contratto.
    Per le descritte ipotesi è opportuno, per entrambe le parti, formare un atto scritto da sottoporre a regolare registrazione affinché esso sia opponibile a terzi o quantomeno darne data certa anche per mezzo di strumenti informatici.
    Nel caso di mancato accordo il locatario, ove non ritenga di continuare l’esercizio di impresa, potrà recedere dal contratto, con comunicazione formalmente notificata alla proprietà con un preavviso di sei mesi, dimostrando i gravi ed insuperabili motivi di “forza maggiore imprevedibili e inevitabili” che lo inducono al recesso dal contratto.
    In mancanza di tali adempimenti, oltre al pagamento di sei canoni, dovrà risarcire il locatore dei danni da questi subiti e la cui esistenza sia effettiva e dimostrata.
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Misure in sostegno del turismo

CREDITO D’IMPOSTA PER VACANZE
L’art. 176 D.L. 34/2020 “Decreto Rilancio” introduce, per l’anno d’imposta 2020, un credito, utilizzabile dalle famiglie per le vacanze c.d. “tax credit vacanze”. Tutte le disposizioni attuative verranno definite con un provvedimento dell’Agenzia Entrate di prossima emanazione, ma l’articolo in esame fornisce le linee guida.
In particolare il credito spetta ai nuclei familiari con ISEE non superiore ad € 400.000 ed è utilizzabile dal 1/07/2020 al 31/12/2020 per il pagamento dei servizi offerti da strutture turistico-ricettive (alberghi, case vacanza, agriturismi, bed & breakfast ecc.) nazionali. L’importo varia in base ai componenti del nucleo familiare:

  • € 500 per i nuclei formati da 3 o più persone;
  • € 300 per i nuclei formati da 2 persone;
  • € 150 per i nuclei formati da una sola persona;
    ed è fuibile nella misura dell’80% sottoforma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore, previo accordo tra le parti, e per il restante 20% sottoforma di detrazione di imposta in dichiarazione.
    Lo sconto viene rimborsato al fornitore sottoforma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione tramite F24, oppure cedendo lo stesso ai propri fornitori, istituti di credito o intermediari finanziari.
    Il pagamento del servizio deve essere corrisposto senza l’intervento di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.
    ATTENZIONE: si ricorda che l’ISEE valuta la situazione economica complessiva familiare ed ai fini del calcolo non influisce soltanto il reddito, ma anche altri elementi, quali, ad esempio il patrimonio immobiliare, gli investimenti finanziari, i conti correnti. Per il conteggio è consigliabile rivolgersi ad un patronato.

ESENZIONE IMU PER IL SETTORE TURISTICO
L’art. 177 D.L. 34/2020 al fine di sostenere le attività maggiormente colpite dall’emergenza sanitaria COVID-19 ha previsto l’abolizione della prima rata IMU in scadenza il 16/06/2020 per:

  • Immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali, fluviali e termali;
  • Immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni) a condizione che i relativi proprietari siano anche i gestori dell’attività ivi esercitata
  • Immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanza, dei deb & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche i gestori delle attività ivi esercitate.

ESONERO TOSAP IMPRESE DI PUBBLICO ESERCIZIO
Le imprese di pubblico esercizio di cui all’art. 5 L. 287/1991, tra cui bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, tavole calde, birrerie, titolari di concessioni o autorizzazioni concernenti l’utilizzo del suolo pubblico, ai sensi dell’art. 181 D.L. 34/2020 sono esonerate nel periodo intercorrente tra il 1/05/2020 e il 31/10/2020 dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico (TOSAP)

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SVILUPPO del PAESE AGEVOLAZIONI PER IL RIENTRO DI CITTADINI DALL’ESTERO – MAGGIORI INCENTIVI

Ulteriore normativa introdotta nel nostro ordinamento per favorire lo Sviluppo Economico-Sociale e Culturale del Paese, oltre a quella relativa alle “Start Up innovative” (cfr. nostro precedente Blog), di altrettanta importanza è quella che incentiva il rientro in Italia di lavoratori all’Estero.

Un primo provvedimento al riguardo, rivolto alle figure accademiche di “RICERCATORI”, fu emanato nell’anno 2003, con il decreto legge n. 269 del 30 settembre 2003.

Nel tempo, con legge del 2010 (n. 238 del 30.12.2010) fu emanata una più larga norma di incentivazione al rientro in Italia dei c.d. “ cervelli in fuga”, proposito esplicitato nello stesso art. 1 del provvedimento in esame: “…La presente legge intende contribuire allo sviluppo del Paese mediante la valorizzazione delle esperienze umane, culturali e professionali maturate da cittadini dell’Unione europea… che hanno risieduto continuativamente per almeno ventiquattro mesi in Italia, che studiano, lavorano o che hanno conseguito una specializzazione post lauream all’estero e che decidono di fare rientro in Italia”.

Il successivo art. 2   individua i beneficiari delle agevolazioni nei “…cittadini dell’Unione europea

 in possesso di un titolo di laurea, che hanno risieduto continuativamente per almeno ventiquattro mesi in Italia e che, sebbene residenti nel loro Paese d’origine, hanno svolto continuativamente un’attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori di tale Paese e dell’Italia negli ultimi ventiquattro mesi o più…”

Tale normativa costituisce il nucleo d’origine di un assetto di successive norme, rivolte anche ai cittadini di altri Paesi della Comunità Europea, succedutesi nel tempo e tendenti allo sviluppo economico e culturale del nostro Paese, mediante anche l’acquisizione (e il rientro in Italia) di “capitale umano” che abbia maturato significative e qualificate esperienze al di fuori del proprio Paese di origine.

Giungiamo così al D.L. 34 del 30 aprile 2019 (Decreto Crescita 2019) che rivede ed amplia, con decorrenza dal 2020, le previsioni di favore per i c.d. “impatriati” e degli “accademici” nonché al Decreto Fiscale 2020 (L. 19.12.2019) che anticipa in parte, all’anno 2019, le norme di favore in argomento.

Quali i requisiti dei soggetti interessati e i benefici fiscali oggi previsti?

All’inizio del nuovo anno 2020, lo “stato dell’arte”, per ciascuna categoria di potenziali interessati, si può sintetizzare come segue.

Requisiti dei soggetti beneficiari e agevolazioni

Residenza: precedente iscrizione all’AIRE per il periodo di permanenza all’estero e nuova iscrizione in Italia.

Ove manchi l’iscrizione all’AIRE, è necessario che ci sia la stata la residenza fiscale in un Paese Estero con il quale l’Italia abbia una “Convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi”;

in ogni caso deve sussistere la condizione di cui all’art. 2 del Dpr n. 917/1986 -Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir), per il quale, ai fini delle imposte sui redditi, si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza.

 c.d. “Lavoratori impatriati”: Titolo di studio Laurea o specializzazione “dopo laurea” – Attività all’estero (lavoro o Studio) ultimi 24 mesi – impegno alla permanenza almeno biennale in Italia, per svolgere attività di lavoro autonomo, lavoro dipendente e assimilato.

Imprenditori che intendono avviare un’attività d’impresa in Italia.

Agevolazione:

Esenzione da imposta sui redditi del 70% dei redditi derivanti da lavoro dipendente o assimilato, lavoro autonomo, esercizio d’ impresa. L’esenzione è aumentata al 90% in caso di trasferimento in regioni del Sud Italia.

Durata del beneficio: periodo di 5 anni, incrementabile – con riduzione del beneficio- in relazione

al numero di figli a carico e/o alla circostanza di acquisto di immobile residenziale in Italia.

Accademici (Docenti e Ricercatori)

Agevolazione: esenzione da imposta sui redditi del 90% dei redditi derivanti da lavoro dipendente o assimilato, lavoro autonomo.

Durata del beneficio: l’anno di trasferimento e i successivi 5 anni, incrementabile in relazione al numero dei figli a carico e/o alla circostanza di acquisto di immobile residenziale in Italia.

Sportivi professionisti

Agevolazione: Esenzione da imposta sui redditi del 50% dei redditi prodotti. Nessuna maggiorazione per figli a carico. Obbligo di versamento di un contributo dello 0,5%   commisurato alla base imponibile.

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Come anticipato, la normativa in argomento è stata oggetto di continue integrazioni, modifiche e ampliamenti: tale attività legislativa ha condotto ad “un corpus” di norme e regolamentazioni “tagliate su misura” per numerose ipotesi e che obbligano, comunque, ad una specifica valutazione di ogni concreta fattispecie.

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A margine dell’argomento, è da osservare che le norme agevolative del tipo di quelle sintetizzate nell’odierno “blog”, rilevanti dal punto di vista soggettivo e apparentemente  in contrasto con gli artt. 3, 23 e 54 della Carta Costituzionale, oltre ad avere limitata valenza temporale, assumono una funzione di “investimento” per il rafforzamento delle strutture socio-economiche del Paese: esse sono state ritenute dalla Corte Costituzionale “non irragionevoli e fondate su valutazioni di politica economica” (Corte Costituzionale 381/1989).

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Lo Studio, come sempre, rimane a disposizione per ogni eventuale approfondimento.

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“ Rafforzamento dell’ecosistema delle start-up innovative”

E’ questo il titolo dato all’art. 38 del DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34 , entrato in vigore il 19/05/2020: in un recente nostro blog abbiamo trattato delle “start up” innovative, evidenziando il potenziale e importante peso che tali imprese potranno avere nell’evoluzione economica e sociale del nostro Paese; l’aver inserito – da parte dell’attuale Governo – l’art. 38 nel D.L. 34/2020, pur nell’attuale limitatezza di risorse assegnate allo specifico settore delle “start up”, è un positivo segnale di voler creare un più favorevole “humus” per lo sviluppo di questi particolari tipi di impresa: attento favore viene rivolto alla “sollecitazione” ad investimenti da parte di privati, anche quale mezzo di diffusione della cultura di impresa e di diversificazione nell’ impiego di capitali.

Scorrendo l’articolato e denso contenuto del citato articolo rileviamo e sintetizziamo – qui di seguito – i principali provvedimenti assunti a favore delle start up innovative (trattandosi di Decreto Legge, la normativa potrà, lungo l’iter di sua conversione in Legge, essere oggetto di modifiche).

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Integrazione dei fondi per finanziamenti agevolati.

Agevolazioni a fondo perduto per l’acquisizione di servizi di assistenza tecnica e gestionale da parte delle start-up (da incubatori, acceleratori, centri di innovazione, tutor gestionali, specializzati nelle problematiche di sviluppo delle start-up). Le modalità e i limiti sono quelli dettati dalla normativa dell’U.E. in tema di “aiuti de minimis”.

– Sono assegnate ulteriori risorse al Fondo di sostegno al “ventur capital ”: tale fondo favorisce investimenti nel capitale delle start-up, mediante finanziamenti agevolati, sottoscrizione di quote societarie, obbligazioni convertibili o altre forme di finanziamento che ne prevedano il rimborso.

Le start-up vengono affiancate alle università e istituti di ricerca per “incentivare le attività di ricerca e sviluppo per fronteggiare l’emergenza derivante dalla diffusione del Covid-19”.

– Vengono prorogati di 12 mesi i tempi di permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese delle start-up innovative e quelli per l’accesso (e per eventuale revoca) a incentivi pubblici.

– Per favorire l’intervento di privati sarà detraibile, dall’imposta lorda IRPEF, “…un importo pari al 50% della somma investita…” nel capitale sociale di start-up o in fondi di investimento indirizzati a start up innovative, regolarmente iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. L’importo massimo di investimento che godrà dell’agevolazione, per ogni periodo d’imposta, non potrà essere superiore a € 100.000 e mantenuto per almeno tre anni.

– Per cittadini stranieri che intendono investire- per almeno due anni- in “strumenti rappresentativi del capitale” di una società start-up innovativa, regolarmente iscritta alla competente Sezione del Registro delle Imprese, “…costituita e operante in Italia…”, l’importo minimo di investimento è stato ridotto a € 250.000. (Altri i limiti per gli investimenti in titoli di stato emessi dal Governo Italiano o in titoli partecipativi di altre forme societarie non “innovative”).

Per lo sviluppo dell’intrattenimento digitale viene istituito un apposito fondo – denominato “First Playable Fund”- teso a sostenere la realizzazione di prototipi di “videogames”: è previsto un contributo a fondo perduto, nel limite del 50% delle spese ammissibili sostenute tra 10.000 e 200.000 euro. A tale agevolazione sono ammesse imprese che abbiano sede legale nello Spazio Economico Europeo e rispondano a precisi requisiti di assoggettabilità a tassazione, di capitale minimo e di oggetto sociale.

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Queste, in estrema sintesi, le ulteriori agevolazioni – pur limitate nelle attuali disponibilità finanziarie – fin qui riconosciute alle start-up innovative dal decreto legge 34/2020.

Da non dimenticare, nel contesto di “nuova economia”, la normativa vigente a favore degli Italiani non residenti in territorio nazionale e che intendono rientrare in Italia: di tale importante argomento tratteremo in un prossimo “Blog”.

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Per ogni specifico approfondimento, lo Studio rimane a disposizione dei lettori di questo blog che volessero intraprendere una nuova iniziativa imprenditoriale indirizzata a nuove e promettenti frontiere di sviluppo sociale ed economico della nostra Nazione.

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